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France 2014: L'humidité! (II)


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Estate 2014... estate??? Chi l'ha vista?
Mentre scrivo queste poche righe mi viene da sorridere, ora... 
3500Km per questo giro da 15 giorni: niente di che, siamo abituati a chilometraggi ben più ampi concentrati in poco tempo. Ma 3000Km solo di pioggia intensa ti mettono alla prova...
Pazzesco: l'anno prima all'asciutto in Inghilterra!

Il giro di per sé è ovviamente ricco di paesaggi interessanti e bellissimi, altrimenti non avremmo diretto le ruote in questa direzione ma causa maltempo, alcune tappe sono saltate. Poco male, abbiamo imparato che salvo guerre o cataclismi improvvisi, i luoghi non scompaiono dalle cartine.

Le tappe:
1)Vernioz, a sud di Lione (solo trasferimento- Camping Le Bontemps)
2)La Malene, Gole del Tarn (Hotel-Restaurant Les Detroits)
3)Cadouin, Bergerac - Regione del Perigord (Camping Les Jardins de l'Abbaye)
4)Bordeaux... saltata causa nubifragio
4bis) Ile de Re, costa atlantica nord (Camping le Village du Suroit
6)Saumur, Paesi della Loira (Camping Ile d'Offard
8)Vernioz di nuovo e poi rientro

Al di là del meteo quindi questo tour è assolutamente da rifare.
Le gole del Tarn (il Grand Canyon d'Europa) sono una libidine in moto: una strada tortuosa che segue il fiume in mezzo a una gola appunto. Se capitate da queste parti, alzate gli occhi: vedrete i grifoni svolazzarvi sopra la testa.

Il Perigord è pieno di Castelli mediovali e testimonianze del paleolitico e il cibo è fantastico. L'elenco è lungo ma vi segnalo un paio di luoghi caratteristici da non perdere: Le Gouffre de Padirac (tour in grotta con una sorta di gondola) e il Forte di Reignac (un castello millenario ricavato nella roccia)


Tra l'altro il camping che abbiamo trovato in Perigord, poco distante da Bergerac è a misura di motociclista: il villaggio (una piazza, un bar e un ristorante) è 50m sotto. Questo vuol dir molto per me: parcheggi, pianti la tenda e poco dopo sei seduto al tavolo con una fantastica biere blanche, ammirando la facciata dell'abbazia di Cadouin.

Bordeaux come detto è saltata: arrivati in periferia avevamo l'acqua a mezza altezza degli stivali e non si vedevano spiragli all'orizzonte...
Salta fuori così una meta inaspettata, qualche centianaio di Km più a nord e finalmente sotto al SOLE: L'Ile de Re.
Tipica zona balneare per inglesi e francesi, situata su un'isola collegata al continente da un ponte. 
Qua ci siamo asciugati e goduti la vista sull'oceano. 
Da vedere: il Faro delle Balene e i vari mercati nei piccoli villaggi raggiungibili anche a piedi. 
Da assaggiare: la birra al caramello tipica dell'Isola.

Saumur è stata la nostra tappa sulla Loira: il camping (molto bello) è situato su un isoletta in mezzo al fiume. La prima notte è venuto giù il diluvio universale e non abbiamo chiuso occhio temendo di finire sott'acqua... Per fortuna per innalzare il livello della Loira ci vuole ben altro. Qui è d'obbligo la visita al castello che sovrasta la città.

Di qui in poi il rientro è stato abbastanza frettoloso: inutile ostinarsi a prender acqua quando ci si potrà rifare in un'altra occasione.

qui dovresti vedere un breve video. Se non lo visualizzi o hai uno di quei cosi bianchi incompatibili col resto del mondo oppure è ora che ti scarichi vlc
In tutti i casi preferisco pensare che sia un problema tuo ;)

à bientôt!!!


France 2010: L'humidité!

Et voilà Madames,Monsieurs et Motards! Questo giro è stato eterogeneo e molto più umido del previsto, ma sempre fantastico.
Vario perchè si è passati dai luoghi dove si sono decise le sorti della II Guerra mondiale in Normandia all'atmosfera gaelica del Festival Interceltico in Bretagna, dall'odore di olio bruciato dei motori della mitica 24ore di Le Mans alla Gioconda esposta al Louvre e dalle montagne russe di Eurodisney fino alla birra bavarese di Monaco, che non può mai mancare... Il tutto condito da un bel po' di acquazzoni che comunque non ci hanno impedito di goderci 5000km di un viaggio che ha toccato le seguenti città:



1) Lione
2) Tours
3) Fécamp
4) Valognes
5) Brest
6) Lorient
7) Le Mans
8) Parigi
9) Strasburgo
10) Munchen

Per il momento ci si ferma qua con un iperconcentrato di 10 minuti di video e appena si avrà un po' di tempo, qualche dettaglio in più si metterà.


2007: On the road tra sacro e profano fino a Porto

Perchè questo titolo? Semplicemente per il motivo che ho buttato giù l'itinerario scoprendo solo al momento di definire le tappe, che avremmo attraversato Lourdes e percorso parte del cammino di Santiago: itinerario dei pellegrini che da Bilbao e anche prima, percorrono a piedi fino a Santiago e Finisterre!
E quindi: sacre le cucine che abbiamo provato, lungo il nostro percorso da profani!

Le tappe:
1°Bologna (I) - Parizot (F) 713km
Primo giorno di trasferimento. Abbandonata finalmente l'autostrada a Grenoble, si prosegue sulla N92, poi N532 ed infine sulla N7 fino al primo camping tra Lione e Avignone, in piena campagna lungo il Rodano: il camping Les Bastets.
Un posto tranquillo, quel che ci vuole per riposarsi e ripartire il giorno dopo.

2° Parizot (F) - Millau (F) 311km
Si parte sempre in direzione ovest attravesando parchi e foreste percorrendo la N102, la N104, la D901 e la N88, per poi prendere l'autostrada A75 per una settantina di km fino a Millau passando sul ponte più alto d'Europa.




Anche qua sosta in un bel campeggio con vista sul monte da dove si lanciano una miriade di paracadutisti: Le Millau Plage. La tranquillità lascia posto alla festa: in centro a Millau capitiamo nel bel mezzo della festa o meglio del Festival Folklorique International du Rouergue, dove svariate etnie si esibiscono lungo le strade con canti e balli.




Bello! Poi però inizia a piovere e l'atmosfera un po' si guasta...

3° Millau (D) - Lourdes (F) 376km
L'indomani prima tappa mistico-religioso-sociologica (detta alla Patrizio Roversi): Lourdes.
Abbandoniamo quindi Millau passando questa volta sotto l'enorme ponte dell'autostrada e tute antipioggia addosso, si percorre la D999 fino ad Albi e poi di nuovo autostrada sulla A68 fino a Tolosa.


Di qui ci si alterna tra N117 e A64 per poi finire sulla N21 da Tarbes fino appunto a Lourdes. Ci ritroviamo un paese di negozi di souvenirs di madonnine e altri amenicoli, ma del resto c'era da aspettarselo... Comunque la visita alla cattedrale e alla famosa grotta (o meglio un piccolo anfratto lungo una parete rocciosa) è stata intereressante, se non altro non abbiamo trovato chiuso!




Anche i bar non mancano, per cui un bel omelette au jambon et une biere non ce li leva nessuno!

Colpo di cu.. o meglio, merito della provvidenza: troviamo un alberghetto "Relais des Cretes" sulla Avenue Alexandre Marqui, a 3km dal centro città e a soli 30euri a camera! In campeggio si spendeva circa la stessa cifra, ma bagno e doccia in tenda ancora non esistono...



La sera ci fermiamo in un ristorantino subito a fianco dell'hotel: "Restaurant Au soleil", dove appena ti siedi la prima cosa che ti chiedono è: rosso o rosé? E poi ti portano il litrozzo della casa. Enorme ma simpatico il gestore, nonchè cuoco. Fantastique!
4° Lourdes (F) - Llanes (E) 605km
Si riparte il giorno dopo. Siamo sui Pirenei del nord e percorriamo la D937 e la D936 fino a Bayonne tra nebbia e pioggia con temperatura fissa sui 12°. Poi proseguiamo finalmente lungo la costa atlantica ed entriamo nei Paesi Baschi spagnoli.



Di tanto in tanto troviamo murales dedicati alla voglia di indipendenza che da queste parti è molto sentita.

A Bilbao (Bilbo) facciamo una breve sosta per vedere il museo Guggenheim e Puppy: un cane gigante fatto di fiori... mah!



Questa città non ci ispira un ganché: forse anche perché é una città. Per cui in sella per farci una buona dose di km sulla costa, percorrendo svariate stradine parallele alla A8 che senza dubbio é più comoda e diretta, ma che resta più all'interno e non ha il panorama dell'oceano. Si fa strada lasciando i baschi e attraversando la Cantabria, per arrivare nel Principato delle Asturie, un'altra regione autonoma della Spagna.
Non avevo definito una tappa precisa per questa parte di viaggio e quindi ci fermiamo quando il culo inizia a dire la sua. Llanes: tipica zona balneare dove la gente si accalca nelle poche centinaia di metri di spiaggia che di tanto in tanto si presentano lungo la costa. Infatti gli alberghi anche a 2 stelle presentano prezzi da 4 stelle e gli altri sono ovviamente tutti pieni.
Poco male si va in camping: il Rio Puron. Campeggio modesto, lontano dai centri abitati ma comunque pulito, con bar-ristorante e market annessi. Quel che ci voleva per riposarsi. Assaggiamo finalmente il sidro che in questa zona è tipico, accompagnato da un po' di formaggio locale.

5° Llanes (E) - Finisterra (E) 536km (sosta 4 giorni)
Questa tappa ci porta in Galizia, a Finisterre o Fisterra in gallego. Il punto più a occidente del mondo conosciuto dai Romani, che diedero appunto il nome a questa terra (Finis Terrae), meta anche dei pellegrini giunti alla fine del loro cammino.


E qui finalmente ci incontriamo con i nostri amici Road Runner's: Bertha e Ika (che hanno fatto il viaggio da veri pellegrini... pazzi da legare!) e il Burt con sua moglie Rosy, che da più furbi hanno pensato bene di venire in Galizia sì, ma in Goldwing!

Qua i ragazzi hanno già trovato da sistemarci tutti e 6 in appartamento a 15euri a notte per persona: cosa chiedere di più? Decidiamo quindi di fermarci un po' di giorni con loro a far festa e a raccontarci i rispettivi viaggi e nel frattempo girare anche la zona. Ovvio che i peregrinos hanno tenuto banco! Di qui nei giorni successivi abbiamo visitato Santiago e fatto un giretto per fari, lungo la Costa da Morte (chiamata così per i numerosi incidenti in mare accaduti in questa zona fin dal 1700).








La Galizia è spettacolare! E lo è anche il suo piatto tipico: il pulpo!


6° Finisterra (E) - Porto (P) 308km
E' giunto il momento di separarci dall'ottima compagnia per prosegiure verso sud, verso il Portogallo.

La curiosità di vedere un'altro stato dell'Europa è forte: il nostro 15° stato europeo percorso su 2 ruote, da aggiungere all'album dei ricordi. Percorriamo quindi sempre incollati alla costa, le strade in direzione Porto, cercando di evitare come la peste le autopistas (autostrade a pedaggio). Giusto appena passato il confine percorriamo una quarantina di km sulla A3 dove, fermi ad un'area di rifornimento, assistiamo ad una gara clandestina di moto in stile "Biker Boyz".
Ovviamente tutti senza targa o comunque ben allineata parallela all'asfalto...
Divertente, ma non abbiamo tanto tempo per stare ad assistere, per cui lasciamo lo show e ripartiamo. Giunti a Porto iniziamo a cercare un posto per dormire. Cominciamo a perderci per gli innumerevoli vicoli dal fondo in porfido: con la moto carica non è il massimo...
Finalmente a sud della città troviamo la zona dei campeggi.
Fanno tutti un po' cagare e decidiamo tra il meno peggio (le stelle qua sono assegnate a caso!). Ci sistemiamo al camping "Orbitur-Madalena" poi via verso il centro città. Il bello di Porto-Vila Nova de Gaia è che nel centro storico non ci si ritrova in mezzo a piazze con chiese e monumenti vari, ma piuttosto un canale (Rio Douro) con le imbarcazioni tipiche per il trasporto dei barili del famoso vino di porto, ormeggiate in fronte alle storiche cantine: bellissimo!




Ovviamente la cantina più famosa e quindi anche la più turistica è la Sandeman ma per chi capita come noi la prima volta, non può che cominciare da qui. Decidiamo prima di darci agli assaggi di porto, di far fondo: ci fermiamo in uno dei tanti ristorantini lungo il canale e ordiniamo due bei pesciazzi grigliati, accompagnati da un'altro vino tipico: il Vinho Verde.
Questo é un bianco frizzante molto leggero.





Entriamo finalmente alla Sandeman. Purtroppo siamo già nel tardo pomeriggio quando usciamo dalla cantina, per cui le altre stanno già chiudendo.
Peccato, o meglio per fortuna: già con gli assaggi alla prima siamo un po' storditi... Facciamo due passi dalla zona cantine di Vila Nova al lato opposto (Porto), per poi finire la visita della città in un altro ristorantino dove assaggiamo una salsiccia con ripieno che sa di cotechino e un piatto tipico di Porto: un cubo di formaggio fuso, crescenta, brasato di vitello e salamino piccante.



Con una magnata così, l'effetto euforico del porto ben presto svanisce e prima che un sonno profondo ci sorprenda, decidiamo di far rientro al camping. Torniamo a perderci nel labirinto di vicoli stretti (qua il gps non serve a niente!) e la notte li ha trasformati in luoghi abbastanza inquietanti: le facce da tagliagola che hanno qui le ho viste solo in un'altra città italiana... Finalmente al camping (che continua a far schifo) si decide che l'indomani si sarebbe letteralmente levate le tende: Porto è bella ma solo nel suo centro e in pieno giorno...
7° Porto (P) - Salamanca (E) 365km
Detto fatto! Al mattino siamo già in strada. Il sud del Portogallo non ci attira: caldo, sovraffollamento di turisti da playa, traffico...
Naaa! Si va a est, di nuovo in Spagna, in Castilia e Leon: Salamanca.
E qua tiriamo un sospiro di sollievo. Cittadina universitaria, piccola, pulita e tranquilla.



Troviamo un campeggio spettacolare: Camping Regio. Abbiamo tutto un pomeriggio per girarcela a piedi. E così é: parcheggiata la moto in pieno centro, iniziamo a visitarla e ci soffermiamo poi nella piazza principale "Plaza Mayor" per un paio di birre: giusto il tempo di far passare un breve temporale arrivato all'improvviso. La sera: Paella!

8° Salamanca (E) - Saragoza (E) 548km
Si continua la traversata spagnola verso est in Aragona, sembra di stare in un film western: strade in mezzo ad un paesaggio desertico e polveroso.Minchia che caldo! Arriviamo a Saragoza e ci concediamo una notte in albergo 3stelle a 60euri a camera: Hotel Express.
La città è molto più grande di Salamanca ma il suo centro storico turistico è la metà.

9° Saragoza (E) - Barcellona (E) 308km (imbarco per Genova)
Siamo per la seconda volta a Barcellona. Non è cambiato nulla dall'agosto del 2003: caldo bestiale, traffico e semafori ovunque, anche in rotonda! La ventola della moto è sempre attaccata, ci sono almeno 40°,aiuto! Prenotiamo l'imbarco per la sera stessa verso Genova con la compagnia Grandi Navi Veloci e poi facciamo giusto un breve tour in centro città. Il nome del traghetto é tutto un programma: Coraggio!


10° Genova (I) - Albenga(I) 87km (sosta 2 giorni)
Sbarcati dopo 18 ore di traversata ci dirigiamo dopo 7 anni di nuovo ad Albenga, a scroccare ospitalità dal nostro amico Wildrunner che nel frattempo ha girato il mondo, si è sposato con Rebekka ed è ritornato in Liguria. Coincidenza: la prima volta che gli abbiamo fatto visita, nel 2000, venivamo da Finistère in Bretagna e ora da Finisterre.

E' di nuovo festa! Facciamo anche una breve escursione sui colli liguri, al passo del Faiallo, giusto per togliere un po' l'appiattimento alle gomme... Tanta è la nebbia in cima, che il passo lo passiamo senza manco vederlo!

Ma l'osteriola successiva non ci è sfuggita...
11° Albenga (I) - Bologna (I) 375km
Ebbene sì, anche per quest'anno è finita la gita.
Ah! A proposito! Questo é stato il primo viaggio estivo con la FJR: 5250Km percorsi in 14 giorni (4532km di trasferimento + 718km di giretti), con un po' tutte le condizioni meteo e stradali. E' stato solo necessario prima della partenza, eliminare le due valigie di serie dalla capienza di un inutile zainetto ed accessoriarla con le tre GiVi che avevo mantenuto dalla precedente ZZR.
Promossa a pieni voti!

Le Burns Day Tour 2003!


Et voilà! 1700Km sotto un sole bestiale per vedere uno sssspettacolo fantastico a Perpignan (a sud-ovest della Francia): Le Burns Day! Uno show internazionale di stuntmen in moto.

Ma non è tutto qui. Visto che il caldo era atroce e i Pirenei ad uno sputo, dopo lo show ci siamo diretti a La Vella, capitale dello stato Andorra: una sorta di San Marino spagnolo dove sigarette, liquori e benzina costano la metà, però occhio alla dogana...

Comunque anche sui Pirenei il caldo si faceva sentire...

Barcellona! Ultima tappa prima dell'imbarco sul traghetto per Genova: eh sì, giretto mobido stavolta...


Bologna-Brest-Bologna 2000: 4250Km memorabili!

E' stato un parto difficile ma alla fine si è rivelato un viaggio ben riuscito...

Il
primo intoppo si è verificato una settimana prima della partenza: le gomme!!!

Ordinate da ormai più di un mese non erano ancora arrivate. Faccio un giro di telefonate (una cinquantina) e mi rendo conto che in tutta l'Emilia non esistono le gomme di ricambio per la Shadow 750!!! Gran moto... Quando finiscono le gomme, kazzo bisogna fare, comprare una moto nuova?? Faccio un giro di mail tra i nostri Netbikers e finalmente mi arrivano le gomme il Venerdi 4 agosto, un giorno prima della p
artenza! Salvato all'ultimo dal grande Zio Guido!

Ok, finalmente in ferie!!! C'è il cielo un po' coperto ma va bene così, siamo pronti per spararci fino a Lione l’indomani mattina... Carico la moto la sera, faccio gli ultimi controlli, sabato mattina mi sveglio... e diluvia!!! MA PORKA TROIA!!!! I bollettini meteo parlano di nubifragi in tutto il nord Italia e soprattutto in Piemonte, ma vaff... Vabbè mando giù il rospo e Io & Kate decidiamo di partire la Domenica sperando in un miglioramento.

Non chiudo occhio la notte, restando con l'orecchio teso per ascoltare il ritmo della pioggia che veniva giù inkazzevolmente, poi crollo. La mattina intorno alle 7 il cielo sembra aprirsi e ci catapultiamo subito in sella!!

Leggo il contachilometri: segna 14000. Evvai si parte!!

Arriviamo a Piacenza e raggiungiamo... il temporale! Salve grandissimo figlio di puttana, gli dico mentre ci infiliamo le tute. Katia sorride, bah!


A Torino finalmente la pioggia smette. Ci togliamo le tute. Guardo il cielo e le nuvole che sembrano dire: "Ci rivediamo dopo il Frejus"... E così è, ma non ce ne frega niente, ormai il viaggio è cominciato e più mi lascio le Alpi alle spalle, più il cielo diventa azzurro. Finalmente raggiungiamo Lione e cerchiamo un campeggio.


Ne troviamo uno carino e tranquillo a una ventina di km più a sud. Spengo il motore… sono passate 10 ore esatte dalla partenza. Siamo stanchi, ma il bel tempo e un paio di birre ci confortano. Do un'occhiata generale alla moto e gli ingrasso la catena.

Il mattino dopo si smonta tutto e si riparte verso Tours. Inizia la traversata della Francia verso nord-ovest. La strada è una lunga biscia che sale e scende all'orizzonte attraverso enormi campi di girasole e pascoli di vacche e cavalli. Una cartolina!

Durante il viaggio mi rendo conto di un paio di cose di cui in Italia siamo veramente scarsi: le strade e le autostrade sono prive di buche e tutti, ma proprio tutti i Motociclisti salutano!

Incontriamo persino una pattuglia di sbirri in moto che ci contraccambiano! La stessa cosa mi successe in Austria e in Germania. Se provassi a salutare una pattuglia di carabinieri in Italia probabilmente mi ritirerrebbero la patente per guida pericolosa...

Altro dettaglio che non mi è sfuggito è che anche qui, come nel resto d'Europa, non esistono scooteroni, persino i ragazzini preferiscono il vecchio motorino a marce piuttosto che i bidé di plastica...

Comunque dopo 7 ore di viaggio raggiungiamo Tours, dove troviamo un piccolo ma ben tenuto campeggio all'incredibile cifra di 40 franchi in tutto a notte (12000 lire circa). Merda se è cara la Francia!!!!(in senso ironico) Mi viene in mente che ogni volta che parto per un qualsiasi viaggio all'estero, c'è sempre qualcuno che mi dice "Ma sei pazzo, guarda che lì si spende troppo!" e tutte le volte mi ricordo che il campeggio più caro in assoluto che ho trovato è stato proprio a Rimini!

Piantiamo la tenda, ripasso il grasso alla catena e andiamo in città. Parcheggiamo la moto nella piazza centrale e ci fermiamo in un bel localino dove fanno le bistecche fiorentina style... Slurp!

Ci accorgiamo anche con molto piacere che la birra, più si sale a nord, più diventa buona.

Carina Tours, ma è solo una tappa di trasferimento e quindi il giorno dopo si riparte verso il primo grande appuntamento: il Festival Interceltico di Lorient.

Seguiamo il fiume Loira fino a Nantes, percorrendo la statale. Breve sosta e poi finalmente entriamo in Bretagna sulla statale che corre lungo la costa. Ma dalla strada sentiamo solo l'odore dell' Oceano perchè la foresta e le colline ci impediscono di scorgerlo.

Finalmente dopo 5 ore eccoci a Lorient. Mi dirigo verso il porto e poi seguo la strada che porta ad un paesino a 6 Km dalla città, Larmor-Plage. Qui trovo il campeggio e finalmente ci godiamo la vista dell'Oceano Atlantico con calma. Siamo un pò cotti e decidiamo di passare dalla festa il giorno successivo. Ma c'è un posto ancora da raggiungere prima di concludere la giornata. Katia tira fuori dallo zaino la copia di un articolo di Mototurismo, che ci aveva passato il nostro amico Cini. Leggiamo il nome di una via di Lorient: Rue Muller 39... Chiedo al gestore del camping come raggiungerla e dopo una ventina di minuti eccoci davanti al mitico Joe Bar: sì proprio quello dei fumetti!!


Entriamo nel covo dei Motards francesi che ci accolgono con lo spirito dei Laidi!!! Siamo al settimo cielo, la barista ci tira fuori anche lei una copia di Mototurismo con lo stesso articolo che ci ha portati fin qua. Attacchiamo all'interno del bar un adesivo dei Laidi e un biglietto dei Netbikers in bacheca, poi facciamo fuori un paio di birre con quelli del JoeBarTeam! Immancabile la foto di gruppo, dove chiedo a tutti di mettersi in posa da:"UE' CHE STORIA!!!" ;))


Il giorno dopo entriamo nel centro di Lorient dove ha luogo una delle feste celtiche più importanti d'Europa. Vedo una trentina di moto parcheggiate in uno spiazzo e mi ci infilo. Poi ci facciamo un giretto tra le bancarelle e i locali all'aperto dove vari gruppi suonano musica Irlandese e Scozzese. Seguiamo anche una parata di cornamuse, bellissimo! Sembra di essere tornati indietro nel tempo di almeno un mezzo millennio...

Ripassiamo dal parcheggio e incredibile ma vero, di fianco alla mia moto c'era parcheggiata la mitica VT500 del nostro amico Simon e siamo a piu' di 1700Km da casa, in mezzo a più di 400.000 persone!!!!

Dopo uno scambio di messaggi lasciati sui contachilometri delle moto, riusciamo a trovarci: "Simoooonnn!!!!!"..."Birraaaaa!!!"

Bon! Andiamo a farci un paio di Guinness e ci immergiamo nella festa...

E siamo arrivati al 10 Agosto. Si riparte per Brest, mentre il Simon e la sua ragazza rimangono a Lorient in attesa del fratello e del resto del gruppo di motociclisti veneti che arriveranno dal Belgio.

Non è una gran bella giornata, ma Brest è a soli 135 Km e anche se piove non ci facciamo scoraggiare. Infatti in un paio d'ore siamo già al campeggio situato a un paio di chilometri dalla città. Già nel primo pomeriggio torna il sole, ma quassù la temperatura è già un bel po’ più bassa...

Guardo la catena: cazzo se è lenta! Dopo vari tentativi di ricerca di un meccanico, mi fermo ad un distributore e chiedo ad un Motard dove trovarne uno. Lui gentilissimo mi dà le sue preziose indicazioni e finalmente arrivo da un meccanico di moto, il classico meccanico: sigaretta in bocca, tutona bella unta mentre trappolava su una BMW. Ma c'era una particolarità in quella officina piena di moto di tutti i tipi. Al posto delle classiche foto di tettone, appese al muro c'erano foto di gare di sidecar e un sacco di trofei su di una mensola...

Disponibilissimo mi regola il tiraggio e non mi chiede nulla.

Il giorno successivo ci rincontriamo al porto di Brest col Simon ad un self-service. Potrei dirvi per puro caso, ma faccio fatica a crederci anch'io a sto punto!

E così decidiamo di raggiungere insieme Le Conquet, la punta all'estremo Nord-Ovest della Francia, ad una quarantina di Km da Brest. Sembra di far parte di un film: la moto, le scogliere, il faro... una vera figata!

A sera ci ridividiamo, Simon torna a Lorient dove è ancora campeggiato e noi restiamo a Brest per visitare l'indomani l'acquario di Oceanopolis, il museo della Marina militare e perchè no, anche un bel giretto in barca all'interno della baia.

Ah! dimenticavo di dirvi che da un paio di mattine avevamo una sveglia un pò particolare... Infatti il camping era situato sopra l'accademia navale della marina militare francese e alle 8,00 in punto suonava la tromba!

E' il 13 agosto, dobbiamo iniziare a tornare verso sud, a Lorient. Però il maltempo gioca d'anticipo e prima che mettiamo la testa fuori dalla tenda inizia a piovere di brutto. Poco male, penso io, tanto al pomeriggio smette sempre... Col cazzo!! Sono ormai le 13 passate e ancora piove di brutto! Decidiamo di restare un altro giorno, non abbiamo proprio voglia di smontare sotto l'acqua e magari beccarla fino al campeggio successivo...

Il giorno dopo piove ancora, ma molto meno. Si parte, anche perchè poi ritardiamo sulla tabella di marcia e ci tocca saltare delle tappe.

Fortunatamente a Lorient il tempo si calma e dopo esserci sistemati facciamo un giretto in centro a vedere quel che resta della festa ormai finita. Il viaggio delle coincidenze è questo! In piazza incontro Andrea, il fratello del Simon con la sua BMW e Giacinto con la sua VT600 che ci accompagnano al loro campeggio dove troviamo il resto della truppa. Poi in serata ci buttiamo tutti al JoeBar a far baracca fino alla chiusura tra flipper, birre e partite a biliardo coi francesi.

Il giorno dopo Io & Kate ci prendiamo una pausa di riflessione sugli scogli come le lucertole. Intanto il Simon torna verso sud e gli altri proseguono per l'Inghilterra...

Ok, siamo al 16 agosto. Ci avviamo anche noi verso sud, facendo però un percorso diverso dall'andata. Infatti come tappa per la notte ho deciso per Cholet. Prima di arrivarci però ci fermiamo ad ammirare un X-File: la pista di atterraggio per gli UFO vecchia di 6000 anni a Carnac nel Morbihan. Vabbè lo so, sono solo sassi messi lì da dei primitivi per ammazzare il tempo e magari prenderci un pò per il culo, ma lasciatemi sognare...

Il 17 raggiungiamo Aubusson, un paesino situato a meta' tra Limoges e Clermont-Ferrand. Il 18 eravamo proprio lì: a Cunlhat, al Free Wheels! Non dopo aver preso una buona dose di pioggia però...

Qui abbiamo trovato Hells Angels da tutta Europa e oltre (New Zeland, South Africa, Canada...)

E abbiamo incontrato anche gli Schwarze Adler di Suviana. Grandissima festa, ovviamente ben controllata...

Il 19 però si riparte, anche se non abbiamo dormito granché!

Dopo 10 interminabili ore arriviamo ad Albenga e ci autoinvitiamo a casa del nostro amico Wildrunner, che aspetta tra l'altro l'arrivo di Eagle e Luciano. E così festa fino alle 6 del mattino dopo! Alle 9,30 sveglio tutti per andare al Custom Show e dopo vari insulti riesco a tirarli fuori.

Al raduno ritroviamo lo Zio Guido col suo stand e poco dopo arriva anche il Kimiko con Paola! Alè! Che dire se non che abbiamo fatto gran festa di nuovo?
A sera belli freschi come rose chiuse in un vocabolario, facciamo ritorno verso casa...

La catena è arrivata alla frutta tant'è che gli ultimi 20Km sono costretto a farli in terza tra i 50 e gli 80 Km/h perchè tenta di saltare.

Sono le 2,30 di notte quando finalmente spengo il motore.
Leggo il contachilometri: segna 18248.